Il tartan: dalla Scozia, passando per gli anni 70 fino ad oggi

Le infinite possibilità di interpretazione del tartan diventano un vero e proprio viaggio nel tempo e negli anni. Certo è che il tartan non passa mai di moda. Scopriamo insieme perché.

La sua origine è comunemente legata alla Scozia e in particolare alla zona delle Highland, per quanto alcuni storiografi del costume citino il ritrovamento di frammenti di tessuto simile risalenti al VIII sec a.C. nelle miniere austriache di Hallstatt. Fatto sta che attorno al XVI secolo gli abitanti delle Highland avevano adottato il tartan come simbolo di appartenenza culturale, tanto è che in questo periodo nasce il famoso kilt, gonnellino diventato tradizione culturale scozzese.

E’ interessante notare come l’identità culturale di questo tessuto si sia prestata anche a interpretazioni sovversive come quelle che caratterizzano il percorso stilistico di Vivienne Westwood. Questa stilista “fuori dagli schemi” ha contribuito in modo incisivo dalla fine degli anni ’70 al movimento punk usando anche i motivi del tartan per dissacrare la cultura british. Con lei il più inglese dei tessuti diventò travolgente e dissacrante, protagonista di gonne esagerate, giacche dal sapore rock, kilt strappati. 

Il tartan è anche alla radice del successo di Burberry, negli anni ’20 il brand ha introdotto per la prima volta il motivo tartan “Burberry Check” nella fodera dei suoi impermeabili. Da allora questo motivo è diventato segno di moda immediatamente riconoscibile. 

Il tartan occupa un capitolo speciale nella storia della moda perché sembra possedere una capacità inesauribile di rigenerazione. Questo lo racconta anche Marechiaro Closet, shop online di Vintage, che ci presenta una giacca in lana con motivo tartan nei toni del marrone e del rosso.

Insomma, tutti siamo ormai convinti che il tartan è un evergreen che dura negli anni e che durerà per sempre.

Martina Capuano