GIORGIO ARMANI: LA STORIA DEL RE DELLA MODA ITALIANA

Giorgio Armani. Impossibile non conoscerlo, impossibile non amarlo, impossibile non ammirarlo, impossibile non ricordarlo. E’ il re della moda italiana, sinonimo di eleganza e di italianità.

«Controcorrente, io scelsi la strada del togliere anziché aggiungere» ha dichiarato Armani, noto per i modelli sobri, quasi rigorosi. «In molti si ritengono autorizzati a mettermi in una scatola, a causa del mio stile preciso, e da lì a non farmi più uscire. Da questi sono ritenuto lo stilista della donna dei colori spenti e polverosi, ignorando quanto vario sia stato il mio operato e la diversità delle mie collezioni. C’è chi pensa che non ci sia spazio per un Armani scintillante, esotico, onirico, eccentrico. Invece quell’Armani esiste e ha un suo pubblico».

Gli inglesi lo hanno definito, nel 1975, King George. Non è difficile capire perchè tutto il mondo ci invidia il – più – grande stilista italiano di tutti i tempi.

Giorgio Armani nasce a Piacenza l’11 luglio del 1934. Si avvicinò alla moda quando nel 1957 abbandonò la Facoltà di Medicina di Milano, nel momento in cui gli fu proposto un posto come vetrinista alla Rinascente di Milano dall’amica Rachele Enriquez. L’esperienza presso la Rinascente fu formativa e positiva, tant’è che divenne assistente di Nino Cerruti, per la nuova linea di moda uomo Hitman, che Giorgio disegnò fino al 1970.

Nel 1975 l’influenza di Sergio Galeotti, suo compagno di vita scomparso prematuramente 10 anni dopo, lo spinse nel progetto della creazione della propria linea di moda. Secondo alcune voci la Giorgio Armani S.p.A. viene inizialmente finanziata con la vendita della Volkswagen usata dello stilista: il capitale sociale è di 10 milioni di lire. «Tutti facevamo un po’ tutto: l’amministratore chiudeva le scatole di cartone che contenevano i vestiti da spedire, l’aiutante del disegnatore faceva le fotocopie, la segretaria riceveva le richieste. Nel 1976 i ricavi ammontarono a 569 milioni di lire, pochi ma ci sembravano molti, eravamo partiti da zero l’anno prima» ha scritto lui in Giorgio Armani (Rizzoli)

Fin da subito, sulla passerella di Armani, comparvero alcuni elementi chiave della sua moda che ne segnarono la fortuna: la giacca da donna modellata su quella maschile, ma destrutturata, che diventò la divisa delle nuove donne in carriera bisognose di praticità nell’eleganza. Stessa rivoluzione fu applicata agli abiti maschili allora troppo rigidi: le sue giacche flosce, la morbidezza delle stoffe e i colori sfumati restituirono l’immagine di un uomo elegante, ma non austero, vanesio, ma non stravagante.

Nel 1980 gli abiti di re Giorgio furono indossati dalla nascente star del cinema Richard Gere in “American Gigolò”, il film che segnò l’inizio del successo del giovane stilista.

Richard Gere in American Gigolò

Nel 1982 Armani si guadagnò la copertina del “Time” che lo celebrò scrivendo: “I vestiti sono la stoffa della storia e la texture del tempo. E questo tempo, proprio ora, appartiene a Giorgio Armani” e nell’anno successivo il Council of Fashion Designers of America lo premiò come stilista dell’anno.

Nel 1981 Giorgio pensò alla necessità di creare linee moda meno costose per i più giovani, aggiungendo il marchio Emporio Armani, con il celebre aquilotto come logo e la linea denim Armani Jeans. Nel 1991 fu la volta della linea fast fashion Armani Exchange, nel 2000 Armani Collezioni e Armani Casa, nel 2004 EA7 la linea d’abbigliamento sportivo che fu ispirata dall’allora calciatore del Milan Shevchenko, mentre dai O mesi ai 16 anni si può vestire l’eleganza Armani della collezione Junior, mentre dagli anni’80 iniziò a firmare le prime licenze. Dal 2018, il gruppo Armani ha riorganizzato il proprio portafoglio marchi: i brand di riferimento sono Giorgio Armani, Emporio Armani e A/X Armani Exchange. Il processo di razionalizzazione della distribuzione prevede che le linee Armani Collezioni e Armani Jeans si “riconfigurino” in Emporio Armani.

Oggi il nome Armani è impresso anche su due hotel di lusso a Dubai e a Milano nei cui interni regna l’eleganza, la misura, il design pulito, i colori rilassanti e sofisticati che definiscono lo stile Armani e anche sulle insegne del ristorante Nobu.

Il periodo tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’90 segna il successo della moda Made in Italy, e Giorgio Armani è uno dei più grandi protagonisti ed artefici di tale successo.

Re Giorgio inventa il greige, un nuovo tono tra il beige e il grigio, anche se il suo nome non può non essere associato al blu-Armani.

Oggi, Giorgio Armani, ad 85 anni, è lo stilista più pagato al mondo, tra gli uomini più ricchi d’Italia. Il suo stile, pulito, elegante e raffinato, è inconfondibile. E’ impossibile non riconoscere un abito da sera o una giacca firmati Armani. E’ un uomo che ha dedicato, e dedica tuttora, la sua intera vita alla sua più grande passione: la moda. E la moda non può che ricambiare il suo grande amore. E noi tutti, grandi o giovani, uomini o donne, riconosciamo l’immensa grandezza di re Giorgio.

Fonti: Camera Moda – Wikipedia – Millionaire

Elisa