Una Birkin distrutta per un paio di Birkinstock extra lusso

La collaborazione tra i due brand non c’è, l’idea è il frutto MSCHF, il collettivo di Brooklyn che ha creato la Jesus sneaker, che si è concentrato sulla creazione di un nuovo modello di calzature, le Birkinstock.

Il gruppo newyorkese ha reinterpretato il modello più famoso di sandali Birkenstock, ritagliandone la tomaia dalla pelle delle preziosissime borse Birkin di Hermès. Sul sito è possibile vedere, tramite un video, il processo di realizzazione. Il risultato sono quattro i modelli:

  • uno marrone in coccodrillo estratto dalla Birkin Porosus (costo della borsa 48mila dollari)
  • uno nero da una Clemence Birkin (19.500mila dollari);
  • uno bianco da una Porusus in coccodrillo (31mila dollari)
  • un altro nero realizzato a partire da una Ostrich Birkin del valore di 24mila dollari.

Le scarpe possono essere acquistate online su richiesta, dato il costo elevato e saranno consegnata la classica scatola arancione della maison francese ma con la lettere B, invece della H, tipica del logo.

La fashion police grida al delitto, proprio per l’conicità e la storicità. di questa borsa. Vederla tagliuzzata in più pezzi non fa piacere, anzi. Il progetto però ha una sua linea di pensiero e viene spiegato da MSCHF:

I materiali diventano di valore in base a fattori storici e culturali. Nel 19esimo secolo quando l’alluminio era un metallo esotico e nuovo, gli aristocratici imborghesiti della Francia iniziarono a dare molto più valore alle posate di alluminio rispetto all’argenteria antica. Oggi le borse Birkin aumentano di valore del 14% ogni anno, Quindi, proprio come non consideriamo più l’oro come la base di una moneta, possiamo considerare una borsa Birkin il nuovo materiale grezzo di lusso per eccellenza.

Gli artisti, ci tengono a specificare che le Birkinstock non sono una collaborazione ma una transustantazione, ossia una trasformazione di una scarpa banale nella sostanza stessa di un mito del lusso.

Che ne pensate? Un progetto davvero singolare ma super mediatico, tipico del brand newyorkese!

Foto: vogue.it