Karl Lagerfeld

Karl nasce ad Amburgo nel 1933, figlio di Elisabeth e di Christian Lagerfeld. Era un bambino ribelle, e già negli della sua prima infanzia amava essere elegante ed indossava camicie in seta e grandi colli. La casa in campagna, dove viveva, cominciava a stargli stretta, così decise di trasferirsi a Parigi insieme alla madre. Proprio lei è stata la sua fonte d’ispirazione, da cui ha preso l’ironia tagliente che lo contraddistingue .

Per tutta la vita mi sono sentito dire da mia madre: mi assomigli ma in peggio

Riproduzione cappotto presentato al Concours de la laine.

Nel 1954 partecipa al prestigioso “Concours de la laine“, sponsorizzato dal Segretariato Internazionale della Lana. Questo concorso lo si può definire il battesimo di KL nella moda, infatti lo vinse presentando il bozzetto di un cappotto di lana gialla insolito per l’epoca. Probabilmente fu questo a colpire la giuria. Questa vittoria gli diede l’opportunità di cominciare a lavorare per il couturier Pierre Balmain presso cui realizzò il suo capo ed a cui chiesero di realizzare l’intera collezione della boutique. Karl era poco più che diciassettenne. Quì cominciò ad acquisire sicurezza in sè, e dopo poco diventò capo dell’ufficio stile. Nel 1957 decide di lasciare Balmain per trasferirsi presso l’atelier di haute couture diJean Patou, dove realmente fece pratica ed imparò il mestiere.


Ogni tanto mi annoiavo, in un anno facevamo solo due collezioni da 60 modelli, ora ne faccio 3 volte di più, ma ho imparato un sacco. Se da Balmain la tecnica era sempre la stessa (si partiva con un sottogonna di tulle piantato su un bustino su cui poi lavorava), da Patou disegnavo le collezioni, i tessuti, i ricami…tutto! Facevo quello che faccio ancora oggi“

Dopo aver imparato, nel 1962 inizia un percorso indipendente e con la nascita del prêt-à-porter in Francia e in Italia e stringe collaborazioni con Krizia, Ballantyne, Cadette e Mario Valentino,come stilista freelance, sfruttando il momento anche per far conoscere i suoi lavori al fashion system.

Sfilata Fendi Autunno-Inverno 2016-17

Continua così fino al 1965, anno in cui arriva la proposta da parte della casa di moda romana Fendi, in cui rivoluziona l’estetica della loro linea di pellicce, creando il disegno dell’iconico marchio. La pelliccia di Fendi viene cambiata, modellata e ridisegnata risultando una pelliccia diventata alla moda. Il sodalizio tra Karl e la maison Fendi è di ben 54 anni e considerata da Silvia Venturini Fendi la più lunga storia d’amore del mondo della moda. Lui stesso, ricorda il giorno in cui approdò a Roma cosi:

Video omaggio della maison Fendi per Karl Lagerfeld alla fine della sfilata
Autunno/ Inverno 2019-20
Karl con alcune modelle che indossano la collezione Primavera/estate 1973

Proprio in quegli anni entra a far parte anche della casa di moda francese Chloé , della quale sarà direttore creativo fino al 1984. Gaby Aghion, fondatrice della maison, insegnò a Karl che la moda poteva essere più leggera, più veloce,  senza troppi frou-frou, semplificando e addolcendo la sua linea. Il primo riconoscimento da parte dello stampa risale al 1965, quando il primo credit “Karl Lagerfeld pour Chloé” apparve su Vogue Paris.  Nel 1975 Diventa il primo designer senza una propria etichetta a introdurre un profumo, CHLOE. Per 20 anni KL ha contribuito a far crescere Chloè e a darne l’impronta stilistica.

Nel 1983, viene nominato direttore artistico della Maison Chanel. Un passo importante per la sua carriera da stilista. La collaborazione che ha segnato maggiormente la sua figura nell’immaginario comune. Tutti, sopratutto i non addetti ai lavori, cominciano a conosce Karl a partire da Chanel. Nel momento in cui approda nella maison, c’era tanto bisogno di novità. Il marchio non navigava in buone acque ed era indossato solo dalle persone più agè. A proposito Karl afferma:


Tutti tendono ad ignorare, che in un certo periodo, Chanel era finita. Solo le mogli dei medici del XVI arrondissement portavano i suoi abiti. Nessuno voleva più saperne: era una griffe senza speranza.

Karl Lagerfeld nel backstage della sfilata Chanel del 1983

Fu lui a portare una ventata di freschezza in Chanel ed a renderlo nuovamente appetibile. La sua prima sfilata Haute Couture in Rue Cambon avvenne 25 gennaio 1983 e riscontrò pareri solo che positivi. Non ne cambiò lo stile, ma lo rese più moderno ed al passo con i tempi. Gli elementi iconici come il tailleur, le camelie, la doppia C, le cascate di perle, tulle, ricami, sono sempre stati presenti nelle collezioni da lui disegnate.

Il mio lavoro non è far sopravvivere il tailleur Chanel ma mantenerlo vivo.

Karl ha sempre avuto tantissima stima di Coco, ammirava il modo in cui era riuscita ad avere successo grazie a lusso e raffinatezza ed a imporre i suoi elementi di identificazione.

Chanel ci ha lasciato molto di più che una moda, uno stile. E il modo in cui lei celebrava lo stile non invecchia mai.

Lily Rose Depp e Karl Lagerfeld sfilata Chanel Primavera-Estate 2017

Da Chanel in poi fu tutta in discesa. Nel 1984 fonda la sua casa di moda, KARL LAGERFELD, lancia linee di vestiti e profumi che in un primo momento ha portano l’etichetta di Lagerfeld Gallery. Qualche anno più tardi si sposta dietro l’obiettivo e inizia a fotografare le proprie campagne pubblicitarie, diventando famoso per il suo lavoro come fotografo. Sarà lui a fotografare le campagne fotografiche per Chanel. Il 2000 sarà l’anno del suo cambio look e del cambio d’immagine, perse infatti 42 kg grazie ad una dieta ferrea e reinventò la sua immagine così come lo conosciamo adesso, occhiali scuri, capelli bianchi lunghi legati in un codino, collo alto bianco e giacche nere. Il libro che racconta questa esperienza, “The 3D Diet”, viene pubblicato poco dopo, con decine di migliaia di copie vendute in tutto il mondo.

Successivamente collaborerà con H&M per una collaborazione su una capsule collection di 30 capi. Nel 2006 KL lancia una nuova collezione , K Karl Lagerfeld sia per gli uomini che per le donne.
Il 10 settembre del 2010 il Couture Council del Museo del Fashion Institute of Technology assegna a Lagerfeld un premio creato apposta per lui e denominato The Couture Council Fashion Visionary Award.

KL sarà uno stacanovista fino alla morte, si spegne il 19 febbraio 2019 all’età di 86 anni, a Neuilly-sur-Seine, in Francia. Data fino alla quale ricopre il ruolo di direttore creativo di Chanel e Fendi.

Mi fa ribrezzo l’idea di ingombrare con i miei resti. Che orrore! Quando è finita è finita! Sono contrario alla memoria. A un certo punto bisogna sloggiare. Ammiro gli animali della foresta vergine. Non si trovano più quando muoiono.

Karl Lagerfeld & Choupette

Personaggio molto controverso ma di grande genialità e creatività. Incuriosiva molto il suo modo di vivere, che in pochi conoscevano realmente, ad eccezione della sua amata gatta Choupette. Adorava leggere e disegnare: la carta bianca era una delle sue ragioni di vita. Odiava i disegni fatti al computer. Si divertiva ad osservare le persone da dietro i suoi irrinunciabili occhiali neri ed a confondere la gente sulla sua vera identità. Sempre un pò schivo. Karl Lagerfeld rimarrà una leggenda della moda. Un visionario.

Mi costruisco una realtà su misura. Ho messo a punto un metodo che mi permette di sbrogliarmela nella vita. Assaporo il lusso di essere al centro del mio universo perfetto.

La mia vita è fantascienza. O almeno lo è il divario tra ciò che la gente crede di sapere di me e la realtà. Che è un’altra… molto meno divertente.

Tutto ciò che ho fatto di buono nella vita l’ho visto mentre dormivo.
É per questo che tengo sempre un album da disegno accanto al letto.

Sono un’etichetta vivente. Il mio nome è LABELFELD e non Lagerfeld!


Fonte citazioni: Il mondo secondo Karl, Jean-Christophe Napias e Sandrine Glbenkian con le illustrazioni di Patrick Mauriès, Rizzoli, ed: 2013

Foto e video:
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https://www.vogue.it/

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