La Paris Fashion Week è la più lunga delle settimane dedicate alla moda con la sua schedule ricchissima di appuntamenti con i grandi nomi del fashion System internazionale. Oggi, ultima giornata di sfilate, porteranno in passerella le proprie collezioni Chanel, Miu Miu, Louis Vuitton e Coperni, che sfilerà off-schedule a Disneyland Paris.
Hermès
La direttrice creativa della maison, Nadège Vanhee, ha dichiarato che il suo obiettivo è quello di «scrivere altre definizioni nel vocabolario estetico della sensualità». In passerella infatti, sfila una femminilità decisa, delicata e forte allo stesso tempo, sostenuta da capi realizzati in morbida pelle che definiscono la silhouette, da pantaloni e gonne semi-trasparenti in tonalità calde come beige, noce moscata, color castagna o borgogna, oltre al classico nero.
A catturare come sempre l’attenzione sono le borse Birkin, must indiscusso del fashion System, che però per questa collezione sono girate al contrario, a sottolineare l’essenza più pura del brand e della sua artigianalità.



Il debutto di Alessandro Michele da Valentino
La sfilata Valentino primavera estate 2025 dal titolo Pavillon Des Folies, che in italiano significa padiglione delle follie, è forse stato l’evento dell’anno. Il fashion show ha riportato sotto i riflettori il lavoro di Alessandro Michele, che dopo due anni di assenza dal mondo della moda, è ritornato come direttore creativo della maison.
Il suo eclettismo narrativo e la sua esuberanza creativa sono riconoscibilissimi, tangibili, ormai universali. Gli abiti di questa collezione riportano in vita pezzi di archivio Valentino sintetizzati e massimizzati attraverso un romanticismo gotico e un barocco bohémien. L’ispirazione principale arriva dagli anni Settanta, di cui Michele sembra essere ossessionato, che si mescola a innumerevoli altre estetiche di altre decadi, come gli anni Ottanta o Novanta.



La sua collezione è una culla per i romantici che fuggono da stereotipi e cliché che, attraverso borse-pupazzo di gomma a forma di gatto che ricordano i Rubbertoys degli anni Settanta, guanti ereditati dal guardaroba della nonna, pois, volant in organza, pizzi, fiocchi, collier stratificati, stampe orientali, pellicce, calze su collant, ballerine e piercing gioielli sul naso o sulla bocca, creano una dimensione parallela in cui vivere il sogno, ma probabilmente poco concreti da esibire nella realtà.



Alexander McQueen



Isabel Marant
La SS25 di Isabel Marant è dedicata a donne forti e libere ed è una collezione artigianale ed ambiziosa: «Volevo tornare alle nostre radici, fare qualcosa di veramente artigianale – ha detto – Si tratta di una tribù di donne molto forti. E c’era un po’ di atmosfera amazzonica».
La designer ha totalmente rifiutato l’idea dei tacchi per la sua donna: le calzature sono superiate e niente è stato più alto di un piccolo kitten heel. «Volevamo che le ragazze indossassero scarpe basse», ha detto Marant, «per farle sentire libere. Nessuno porta più i tacchi».
La collezione inoltre ha visto un mescolarsi di ricami ed intrecci, di sete con motivo Chevron, blouson in denim invecchiato, pantaloncini in pelle nera borchia, coperte in pelle scamosciata, frange, stivali a mocassino, borse a cartella in stile hippy.



Zimmermann



Stella McCartney
Why Birds matter? Stella McCartney regala un nuovo slogan, attivista e responsabile: Save What We Love, Salvare quello che si ama. Lo slogan ci sprona a combattere per quello a cui teniamo di più e Stella McCartney propone di farlo comprendere attraverso “a bird’s eye view”, dove gli alati sono pronti a insegnarci che oltre al loro fantastico plumage c’è di più.
Oltre a creare una nuova canotta simbolo del suo attivismo, la designer re-immagina i codici del potere attraverso power dressing fatti di tessuti impalpabili, al 91% in materiali responsabili, e dalle tonalità morbide, come il suo ormai inconfondibile rosso Lipstick e l’azzurro cielo. Introduce una nuova stampa con colombe dipinte a mano su seta organica, che prendono il volo in segno di un messaggio di pace e di attivismo verso il Pianeta. Le colombe vengono intagliate anche sui gioielli, realizzati in oro e argento creati in collaborazione con 886 by The Royal Mint.



Balenciaga
Demna Gvasalia ha inviato una fede con il nome del destinatario, data, ora e luogo dell’appuntamento agli ospiti della sfilata per la SS25 di Balenciaga. Con questo invito, il designer voleva coinvolgerli nella celebrazione del suo matrimonio con la moda, 35 anni dopo essersene innamorato. La location ha emulato la sala da pranzo di sua nonna, dove anni e anni prima tra un’illustrazione e un’altra aveva scoperto il suo legame con l’arte della moda.
In questa collezione Demna ha portato in passerella l’evolversi del suo punto di vista, per creare una connessione con il sé da cui tutto è iniziato, quel sé, quell’essere umano che non ha mai smesso di essere. Due soli statement: fashion designer e human being e sneaker giganti, spalle enormi, vite bassissime o strettissime, strutture dalle proporzioni sbilanciate, volumi estremizzati. Degli abiti Demna sottolinea il potere protettivo e li trasforma in corazze che filtrano ciò che accade fuori per preservare la purezza di ciò che è svelato dentro. Le giacche di pelle diventano top, i jeans si trasformano in rigidi colletti svettanti, i trench in abiti da sera.
Con l’approccio illusorio del trompe-l’œil, il direttore creativo ha portato in passerella l’erotismo sofisticato della lingerie più classica, sui toni del nero, del bianco e del carne, attraverso pelle nuda solo in apparenza ricreata da body tra guêpière, fiocchi, bustier e trasparenze e citando il look con cui Samantha Jones, in Sex And The City, chiese una sigaretta e poi un bacio al portiere del palazzo di Charlotte (intimo di pizzo, collant autoreggenti e pelliccia).



Chanel



Miu Miu



Arianna Chirico
Foto: Vogue Runway
